SEI UNA FEMMINISTA...SOSTENIBILE?

Viviamo nella società degli slogan. Siamo pervasi da messaggi pubblicitari e da fenomeni culturali e di costume effimeri; questo ci complica la vita quando vogliamo andare oltre la superficie di queste 'meteore' della comunicazione senza esserne trascinati.

E' certamente così anche per il mondo della moda, strumento di espressione delle nostre convinzioni e modi di essere da sempre: mai come nella moda però emergono tutte le contraddizioni di questa 'società liquida' che consuma tutto in fretta e dove l'apparire più che l'essere sembra essere un valore.

E' accaduto per il 'Green Friday', l'alternativa al Black Friday che cerca di promuovere acquisti più etici e prodotti in modo sostenibile: è diventato subito 'Green Washing' ovvero un trucco di marketing delle grandi aziende (che sostenibili non sono) per costruire un' immagine di se' ingannevole e falsamente eco-friendly.

Non permettere il 'Green Washing' e prediligi le creazioni sostenibili della moda 

 

IL FEMMINISMO LIQUIDO

E indovinate un po'? E' accaduto lo stesso per il femminismo e la violenza sulle donne, utilizzata anche qui per fini commerciali. E così abbiamo assistito a un'ondata di capi prodotti in modo tutt'altro che rispettoso del genere femminile, invadere i social e i profili dei fashion bloggers: come le ormai celebri t-shirt DIOR che dichiarano 'WE SHOULD ALL BE FEMINISTS' che certamente accendono i riflettori su un problema annoso ma allo stesso tempo lo riducono a prodotto pop e nuovamente inserito nel circuito del consumismo fine a se' stesso.

La maggior parte dei grandi brand che hanno cavalcato questo fenomeno infatti sembra dimenticare come e dove i suoi capi vengono prodotti: sono a tutti gli effetti brand 'fast fashion'.

Oltre l'80% della forza lavoro nel mondo del tessile è infatti composta da donne che ricoprono ruoli subalterni, con salari più bassi di quelli degli uomini. Sappiamo che la parte principale della produzione dei grandi brand si concentra nei paesi del sud est asiatico dove per colpa di stereotipi culturali, le donne sono spesso soggette a molestie e violenza non solo verbale che causa una perdita anche economica.

CARE ha stimato che ogni anno, per questo motivo il settore perde 89 milioni di dollari. In particolare la perdita di produttività di chi subisce molestie gli costa ben 88 milioni; si perdono quasi 550 mila a causa dell’assenteismo (si calcola una media di 3.3 giorni a seguito della molestia); e 85 mila per via della fuga verso altre aziende.

BASTA FAST FASHION!

Un modo per essere delle vere FEMMINISTE SOSTENIBILI c'è: acquista solo da piccoli produttori, scegli brand VERAMENTE ECO SOSTENIBILI e RESPONSABILI, privilegiando il MADE IN ITALY che garantisce oltre alla qualità superiore anche il rispetto del lavoro e delle lavoratrici. Non lasciarti travolgere dagli slogan e cerca sotto la superficie delle cose. Scegli prodotti realizzati per durare a lungo e mai 'usa e getta'.

E quando lo fai, spargi la voce!

Nel nostro caso molti clienti pubblicano foto di se' con la loro borsa in pelle rigenerata MUTH sui propri profili con l'hashtag #MUTHNOWASTE. 

VAI SUL NOSTRO PROFILO IG  e contribuisci a diffondere la VERA SOSTENIBILITA'.

#giovediblog #muthnowaste #modaecosostenibile